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Uno spazio su cui riversare tutti i tracimamenti del mio ego. In sostanza un blog come gli altri, aperto a 360°! ^^;

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Utente: trasmettitore
Nome: Johnny Cash
Brutto, sporco e cattivo (insomma... dicono che sono nù babbà), single, vizioso, goloso, nonché irrimediabilmente fesso, ho deciso di non tenermi tutto dentro come al solito ma di tirare fuori, per una volta, la parte peggiore di me.

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sabato, 25 aprile 2009

Pensieri sparsi sul 25 aprile ed equiparazione fra partigiani e repubblichini

Colgo l'occasione delle celebrazioni per il 25 aprile per delineare un pochino il mio pensiero al proposito, soprattutto a riguardo della questione dell'equiparazione fra combattenti della (fu) RSI e partigiani/soldati dell'esercito italiano cobelligerante.

Prima di tutto voglio chiarire che la mia posizione è quella del liberal-conservatore e che mi baserò prevalentemente su aspetti giuridici.

1. Chi era un legittimo combattente

Allora, per cominciare, parliamo di inquadramento dei combattenti. All'epoca erano comunemente accettati i principi delle convenzioni dell'Aia del 1909 e di Ginevra del 1929. In esse si chiariva che era legittimo combattente chi:
  1. Fosse identificato da un simbolo distintivo, riconoscibile a distanza;
  2. Portasse apertamente le armi;
  3. Fosse comandato da una persona responsabile degli atti dei propri subordinati; e
  4. Conformasse la sua azione alle leggi, agli usi e ai costumi di guerra comunemente accettati.
L'ultimo punto è naturalmente vago, in quanto gli usi e i costumi di guerra variano con l'evolvere delle situazioni, delle armi, delle tattiche, ecc.

Basti dire che, in virtù di una testimonianza apposita, non furono condannati dal Tribunale di Norimberga alcuni soldati e comandanti tedeschi che avevano portato a termine azioni clandestine (ovvero sotto falsa identità, mascherati con uniformi alleate ma che prima di iniziare l'azione avevano preso apertamente le armi) in quanto anche gli alleati avevano portato a termine delle azioni con modalità simili, e quindi queste modalità clandestine entravano a pieno titolo negli usi e costumi di guerra.

Per ragioni di analogia, anche i partigiani erano equiparati e considerati vincolati all'adozione di queste stesse regole; per di più ai sensi delle leggi di guerra  dell'epoca, che vedevano praticamente i soli stati come attori, la formazione di detti reparti era giustificata dal principio della "levee en masse", per cui una popolazione indifesa, all'approssimarsi del nemico, poteva prendere spontaneamente le armi per difendere se stessa.

Se ne deduce che i partigiani che operavano in montagna normalmente rispondevano ai requisiti di cui sopra e avevano diritto ad un trattamento da regolari prigionieri di guerra, a meno che non violassero occasionalmente o costantemente qualcuno dei punti. Lo stesso si applicava ai combattenti della RSI.

Le protezioni delle convenzioni dell'Aia del 1909 e di Ginevra del 1929, invece non potevano applicarsi a colo i quali operavano in città (i SAP e diversi agenti segreti alleati e badogliani), in quanto mancavano dei requisiti dei quattro punti famosi. Normalmente, se catturati dai nazifascisti, erano considerati come spie e/o sabotatori e trattati di conseguenza. Ad esempio, gli esecutori dell'attacco di via Rasella, che scatenò l'eccidio delle Fosse Ardeatine, non erano protetti dalle leggi di guerra per le modalità del loro attacco (non avevano segni distintivi e non portavano apertamente le armi), per cui non avrebbero avuto diritto alle garanzie previste per i prigionieri di guerra e i Tedeschi avevano ragione nell'eseguire una rappresaglia per l'attacco subito.

Nel caso di violazioni dei quattro punti, la risposta era invariabilmente una rappresaglia, ovverosia una corrispondente violazione delle leggi, usi e costumi di guerra, che, per essere legalmente valida, doveva essere proporzionata e condotta appena dopo la violazione dell'avversario. Erano esclusi come oggetto di rappresaglia sia i civili delle zone occupate che i prigionieri di guerra caduti in mano alla parte offesa. E in base a quest'ultimo principio che furono condannati i responsabili delle Fosse Ardeatine e degli altri eccidi commessi da Asse e Alleati in Europa e nel mondo.

I Nazifascisti, dal canto loro, rifiutavano di considerare i partigiani come legittimi combattenti e li qualificavano come "banditi", rifiutando loro le garanzie per i prigionieri di guerra, in contrasto con accordi e convenzioni che loro stessi avevano firmato.

2. Chi era legittimato a governare


Un altro aspetto annoso e contrastato nelle querelle fra reduci delle due parti è legata al fatto che ognuna affermava che la propria parte fosse quella legittima.

I reduci della RSI lo affermano sulla base del fatto che l'Italia fosse fascista e quindi i traditori fossero il Re e i partiti e gli individui che non vollero seguire Mussolini.

Parte dei partecipanti alla parte avversa, soprattutto fra la base dei partiti comunisti e i socialisti, erano dell'opinione che fosse in atto una prima fase della rivoluzione che avrebbe spazzato via prima i fascisti e tedeschi ed infine i liberali. In quest'ottica, sia i nazifascisti che i liberali e gli alleati erano visti come nemici, da affrontare immediatamente i primi, con alleanza temporanea con il re, l'esercito, i liberali e gli alleati, per poi rivolgersi contro questi ultimi.

I liberali, con dietro il grosso del regio Esercito, riteneva che il capo dello stato fosse sempre e comunque il Re, a cui si dovessero fedeltà e obbedienza. Leggermente differente era l'ottica di altri gruppi, quali i popolari, i repubblicani e gli azionisti che concordavano con la posizione liberale per la durata della guerra, con l'opzione di cambiare lo stato delle cose per via democratica al temine di essa. In quest'ottica, i repubblichini erano nemici e traditori dello stato cui andava riservata una pena proporzionale all'entità del proprio tradimento.

Fu quindi l'alleanza fra la seconda e la terza componente che concorse nel considerare i repubblichini nemici dello stato e del popolo Italiano imponendo la diserzione e l'aggregamento a reparti partigiani (i cui quadri peraltro erano spesso costituiti da ufficiali e sottufficiali delle FF.AA datisi alla macchia dopo l'8 settembre) a chi fosse stato arruolato nelle forze armate della RSI e la morte, dopo processo da parte di un tribunale legalmente costituito allo scopo, ai prigionieri di formazioni volontarie repubblichine (GNR, X MAS e altri gruppetti vari).

3. Conclusioni

Sulla base di quanto esposto sopra, la mia posizione, concordemente a quanto dichiarato fin dall'inizio, è che, finché si combatteva, sia i partigiani di montagna che i repubblichini avessero diritto ad essere considerati combattenti legittimi e, se presi prigionieri, ad essere trattati conformemente a quanto stabilito dalle convenzioni dell'Aia del 1909 e di Ginevra del 1929. Solo successivamente, e dopo che il loro caso fosse stato esaminato e discusso da un tribunale legalmente costituito allo scopo, poteva cambiare il loro status e fatto ricadere nelle categorie di banditi/spie/sabotatori con il relativo trattamento.
postato da: trasmettitore alle ore 17:55 | link | commenti (4)
categorie: politica, storia, guerra, attualitĂ , patria, storia militare
giovedì, 02 aprile 2009

Citazioni :)

Compare aleks mi cita in un suo post in cui mi cimento in un dibattito con aim sui SAM VSHORAD portatile e modulari.
E sono soddisfazioni....
postato da: trasmettitore alle ore 20:37 | link | commenti
categorie: forze armate, usenet, itculturamilitare, aleks
martedì, 04 novembre 2008

A volte ritornato - La festa della vittoria

E ricordiamola, una buona volta, la fine della 1ma guerra mondiale, il completamento dell'irredentismo italiano (con qualcuno di troppo.. ma era un tratto comune dell'epoca).






(Inno dal 1946 al 1947)

Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio

dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava e andare avanti.
S'udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar de l'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
il Piave mormorò: "Non passa lo straniero!"
Ma in una notte triste si parlò di tradimento
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha visto venir giù, lasciare il tetto,
per l'onta consumata a Caporetto.
Profughi ovunque dai lontani monti,
venivano a gremir tutti i ponti.
S'udiva allor dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio de l'onde.
Come un singhiozzo in quell'autunno nero
il Piave mormorò: "Ritorna lo straniero!"
E ritornò il nemico per l'orgoglio e per la fame
voleva sfogar tutte le sue brame,
vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora!
No, disse il Piave, no, dissero i fanti,
mai più il nemico faccia un passo avanti!
Si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti combattevan l'onde.
Rosso del sangue del nemico altero,
il Piave comandò: "Indietro va', straniero!"
Indietreggiò il nemico fino a Trieste fino a Trento
e la Vittoria sciolse l'ali al vento!
Fu sacro il patto antico, tra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro e Battisti!
Infranse alfin l'italico valore
le forche e l'armi dell'Impiccatore!
Sicure l'Alpi, libere le sponde,
e tacque il Piave, si placaron l'onde.
Sul patrio suol vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò né oppressi, né stranieri!
postato da: trasmettitore alle ore 20:24 | link | commenti (1)
categorie: musica, storia, feste, guerra, forze armate, storia militare
mercoledì, 11 giugno 2008

Cronaca di un periodo di merda

Sto scrivendo poco perché sono stato prima impegnatissimo col lavoro.. poi il 23 Maggio ho avuto un incidente in moto... che mi è finita sul ginocchio sinistro. Al pronto soccorso hanno verificato che non avessi fratture, mi hanno diagnosticato una contusione e mi hanno dato una prognosi di 3 giorni.

Tornato al lavoro, dopo una settimana il ginocchio e soprattutto il piede ha cominciato a ingrossarsi.

Il 3 Giugno sono tornato al pronto soccorso e mi hanno dato una cura più lunga da seguire e 10 giorni di prognosi.

Ad oggi ne sono passati 8.. ma sono rapidamente migliorato e domani torno al lavoro.

Nel frattempo, aggiungo al blog roll accanto l'indirizzo di una cara persona.. molto carina e gentile.. ovvero Choppa.

Non me la strapazzate troppo, eh....
postato da: trasmettitore alle ore 21:32 | link | commenti
categorie: fatti personali
venerdì, 25 aprile 2008

Test di personalitĂ 

postato da: trasmettitore alle ore 10:30 | link | commenti
categorie: test, siti, internet, curiositĂ , personalitĂ 
domenica, 30 marzo 2008

Storia di un viaggio di merda... Parte I

NOTA: Aggiornato per aggiungere le foto fatte.

... ovvero, storia del mio viaggio negli USA.

Giorno 1   
Beh.. sono partito venerdì santo per gli USA con un volo combinato alitalia (genova --> roma) e Delta (roma --> JFK), arrivo e sbrigo tutto (bagaglio, dogana e controlli di frontiera) per le 15 ora locale, dopo poco vedo fuori mia cugina, venuta a prendermi col marito e i due figli, e vado con loro a New Haven (CT) sulla I-95. Arriviamo a casa di mio zio, che vive in un sobborgo chiamato Woodbridge, passiamo un po di tempo assieme e poi, dopo che mio zio ha riaccompagnato a casa la mia seconda cugina, arrivata col treno da Manhattan, dove lavora, io crollo sul letto distrutto dal sonno (il giorno prima avevo avuto un emergenza al lavoro e per finire di prepararmi, non sono riuscito a dormire, nemmeno sull'aereo.

Giorno 2   
Il mattino dopo mi sveglio molto presto, verso le 4.45, mi preparo e, di buon mattino (circa le 6.00) esco con mio zio che deve passare nel suo ufficio all'università di Yale, dopo essere passati a prendere le ciambelle da Dunkin' Donuts. Dopo che lui ha sistemato le sue faccende, ci facciamo un giro per l'università, vediamo i college, gli edifici del rettorato, dei decani, le librerie, il teatro e anche gli edifici delle società segrete, come la Skull&Bones. Molto interessante, anche se prendo un po di freddo. Torniamo a casa, pranziamo e sto con i miei due nipotini.. compresa la neo nata Daria (che ha poco + di un mese). Dopo pranzo usciamo e giriamo ancora con la cugina maritata, il rispettivo marito e la seconda cugina per new haven; riprendo ulteriore freddo. Al rientro a casa di mio zio inizia il calvario... devo scappare al bagno e non è uno scherzo.. mi sono beccato una diarrea del viaggiatore con tutti i crismi.

Giorno 3   Pasqua passo praticamente tutto il giorno (e la notte) pendolando fra letto e  bagno... provo con l'imodium, mentre le mie cugine rientrano a casa.

Giorno 4
    Pasquetta pare che l'imodium stia facendo effetto, ne approfitto per guardare il DVD del film "nella valle di elah", mi preparo la valigia semplificata per andare finalmente a vedere New York. Rivedrò mio zio per andare con lui in Virginia.

Giorno 5   Mia zia mi accompagna, col mio fedele zainetto, a prendere il treno dell'Amtrak che mi porterò alla Grand Central Terminal di New York dove arrivo per 1/2 giorno. Mi muovo sulla 42th Street per raggiungere prima il Palazzo di Vetro sul east side, torno indietro sulla 42th verso la west side, passo accanto alla New York Public Library e vado per informarmi sulla crociera attorno a manhattan, troppo tardi per il giorno, vedo il sito della Intrepid (in restauro, purtroppo), torno indietro, salgo per Broadway fino a Central Park (dove, incredibilmente, un fattorino mi chiede informazioni stradali!), da li scendo per la 5th Avenue, mi fermo a fotografare il Rockfeller Center, scendo e mi fermo a far riposare i miei stanchi piedi in uno Starbucks vicino all'Empire State Building, dove lavora mia cugina e dove avevamo appuntamento. Disponendo ancora di tempo, visito il Museum of Sex, e infine raggiungo mia cugina all'Empire State Building, di cui visito la terrazza panoramica, sfuggendo alla coda grazie al tesserino di lavoratore nel palazzo che mia cugina ha. Dopo questa visita, con mia cugina andiamo al village, dove ceniamo (molto bene, peraltro) e rientriamo col PATH a Jersey City, dove lei abita. Prendo di nuovo freddo ed ho nuovamente problemi di stomaco.

To be continued....
postato da: trasmettitore alle ore 22:50 | link | commenti (1)
categorie: viaggi, vita, storie, usa , fatti personali

Quale personaggio mitologico sarei

Lamia, by Herbert Draper

You are Lamia. Lamia was actually a pretty normal lady until, after a fling with the King of the Gods, Hera killed all of her children. She went crazy insane wacko, and began tricking parents out of their children and then eating them. She eventually transformed into a snake-lady.

See all of the possible results | Take the test again | Read more about Lamia

Paleothea.com - the Ancient Goddess
postato da: trasmettitore alle ore 19:03 | link | commenti
categorie: siti, internet, curiositĂ 

La mia collocazione politica...

Per quel che vale....



Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

postato da: trasmettitore alle ore 19:01 | link | commenti
categorie: politica, siti, internet, attualitĂ , curiositĂ , partiti
lunedì, 17 marzo 2008

Nuovo viaggio

Sono stato assente ultimamente perché mi sto preparando per andare negli Stati Uniti a trovare i miei parenti.
E vaiiiiiiiiiii!
postato da: trasmettitore alle ore 18:53 | link | commenti
categorie: viaggi, fatti personali
martedì, 11 marzo 2008

Cose buffe (a pensarci dopo)

Vi racconto una cosa che mi è successa fra la notte di domenica e lunedì......
Stavo placidamente dormendo quando, alle 2.30!, mi sveglio sentendo suonare al campanello e bussare alla porta...
Preoccupato,l prendo il cellulare e vado a vedere chi fosse, temendo il peggio....
Dallo spioncino note che si tratta di una signora anziana, la chiamo (senza aprire la porta) e lei mi dice che deve entrare, che dove sto io è la sua casa...
A dire il vero la mia impressione è che si trattasse di persona malata d'Alzheimer (come mia nonna), però il dubbio che ci potesse essere qualcosa sotto, non mi lasciava (si lo so che se vogliono possono demolirti casa senza nemmeno farti svegliare, però gli incapaci ci sono in ogni settore e svegliatomi alle 2 e mezza ero un attimo rincoglionito).
Vabbé.. se sono malintenzionati aprire sarebbe la fine.. ma se fosse solo una poveretta, da solo non sarei stato in grado di capire chi fosse né tanto meno riaccompagnarla a casa.
Chiamo il 113, arrivano velocemente (meno di 10 minuti), mi chiedono un documento, vogliono vedere il mio contratto d'affitto (la mia residenza è differente dall'abitazione).. si fanno un'idea della sitazione.
Poi provano a capire dalla signora come si chiami, dove abiti, dove la possano portare.
La signora farfuglia, dice nomi e cognomi, non si capisce bene cosa voglia dire, dice di essere appena tornata dalla spesa...
Alla fine si scopre che abita nell'appartamento sopra al mio..

E per tutto questo, mi sono svegliato alle 2 e mezza ed è intervenuta la polizia.

Sono senza parole.
postato da: trasmettitore alle ore 23:01 | link | commenti
categorie: curiositĂ , fatti personali